La città in cui vivo, Enna, è stata in queste ore scossa dalla notizia di una ventiseienne gravemente disabile ricoverata in una struttura di eccellenza per tali gravi condizioni che è stata scoperta gravida.

Per il fatto è subito scattata l’indagine che ha condotto le forze dell’ordine all’arresto di dell’operatore trentanovenne, reo confesso, che adesso è accusato di “violenza sessuale aggravata dall’aver commesso il fatto ai danni di una donna disabile e nel momento in cui la stessa era a lui affidata”.

Il fatto è gravissimo e rivoltante e, di certo, tocca la sensibilità di ogni donna o di ogni uomo di sani principi. Ma il gravissimo atto ha scatenato l’ira social anche tra moltissimi dei miei contatti, avvocati compresi.

La frase più “delicata” che mi è capitato di leggere è stata “il mostro è stato individuato. Merita di marcire in galera!!!”. Sono toni insopportabili per un cittadino comune, ma diventano inaccettabili allorché tra chi sostiene questa visione della Giustizia (che insisto a scrivere sempre con la lettera maiuscola) ci siano anche alcuni avvocati.

Non ho idea di quanti anni dovrà scontare il tizio in questione. Saranno tanti sicuramente perché ci sono le condizioni aggravanti e dubito che possano essercene di attenuanti, ma, ciononostante, nessuno si può sentire autorizzato a trasformare in un linciaggio (mediatico, per il momento) il procedimento che egli dovrà subire.

Il linguaggio “social” è spietato; il clima di odio che frequentemente innesca è pericoloso. Le persone perbene hanno il dovere di mantenere separato il pur comprensibile desiderio di vendetta dalla Giustizia.

Poi vai a guardare i profili di coloro che istigano all’odio e ti accorgi che sono in larghissima parte grillini sfegatati, gli stessi che con la politica del giustizialismo vanno a braccetto, coloro per i quali “un indiziato assolto non è un innocente, ma solo un colpevole che l’ha fatta franca”.

No, così non si va da nessuna parte! È necessario – no, mi correggo” è obbligo – avere rispetto per il “giusto processo” che ogni colpevole merita senza scadere nella lapidazione da Stato islamico.

Il nostro Paese è stato culla del diritto; non dimentichiamolo!

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