Come si manipolano le coscienze? Come si ottengono esiti orientati al volere delle oligarchie? Come si fa a dirigere l’opinione pubblica affinché, come un gregge di pecore, cambi direzione non appena il cane da pastore abbaia?
Nei giornali mainstream con titoli che campeggiano in prima pagina, su tutti i social, di bocca in bocca, da due giorni non si parla d’altro se non dei 5 deputati e di qualche amministratore locale che avrebbero approfittato del bonus INPS per “intascare” (ma l’hanno davvero “intascato”?) o richiedere il bonus previsto dal governo per le partite Iva in difficoltà.
Ci sono, in questa vicenda, due aspetti che non mi convincono e che solleticano il mio sesto senso che annusa odor d’imbroglio.
Prima cosa: perché si parla genericamente di 5 parlamentari quando nel nostro Paese nulla è più di dominio pubblico delle notizie riservate; in altre parole, come mai non sono ancora venuti fuori i nomi di questi profittatori?
Secondo punto, perché a ridosso del referendum che si celebrerà tra poco più di un mese emerge in modo tanto generico un ulteriore “scandalo” che, se non sotto l’aspetto della legittimità giuridica (i parlamentari che l’hanno chiesto potrebbero anche averne diritto), sicuramente offende i cittadini per l’aspetto dell’opportunità politica?
Sono punti di non poco conto che inducono a porsi un altro interrogativo, ovvero, a chi fa comodo la gogna mediatica che è stata scatenata?
Proviamo a interrogarci, impariamo a chiederci il perché delle cose in quanto, da donne e uomini di un grande paese qual è l’Italia, non è detto che dobbiamo sempre e comunque mutare direzione ogni volta che il nostro cane da pastore abbaia.