Ci sono letture che restano nella mente.
Quando ho sentito la narrazione sui prezzi dei carburanti, non ho potuto fare a meno di ricordare alcuni libri di George Orwell letti da giovane, in particolare La fattoria degli animali e, soprattutto, 1984.

In questo romanzo, nel secondo capitolo, il Ministero dell’Abbondanza annuncia ai “compagni” la vittoria nella battaglia della produzione e il miglioramento generale del tenore di vita. Nello stesso comunicato, quasi di passaggio, viene però annunciata la riduzione della razione settimanale di cioccolato da 30 a 20 grammi, senza che ciò susciti particolari proteste.

Qualche capitolo dopo (capitolo 5), Winston Smith — funzionario del Ministero della Verità, incaricato di riscrivere articoli giornali e documenti del passato perché coincidano con la versione ufficiale del Partito — osserva con stupore che la narrazione è già cambiata. Nei discorsi pubblici e nella memoria collettiva quella riduzione scompare e resta soltanto la «generosa concessione» del Grande Fratello di 20 grammi di cioccolato, presentata come un aumento.

Orwell chiama questo meccanismo doublethink ovvero la capacità di credere contemporaneamente a due cose opposte, purché lo richieda il Partito.

Questo episodio mi è tornato alla mente quando ho sentito la narrazione sui prezzi dei carburanti raccontata dai (Grandi) Fratelli d’Italia che hanno cercato – e in larga misura sono riusciti – a far credere al popolo che i prezzi siano ridotti grazie a loro.

Ma la realtà è ben diversa!

Quando questo governo si è insediato, nell’autunno del 2022, il prezzo medio del gasolio in Italia oscillava attorno a 1,70-1,80 euro al litro.

Nel 2023 la media è stata circa 1,83 €/l.
Nel 2024 circa 1,78 €/l.
Nel 2025 il prezzo ha raggiunto punte di circa 1,90 €/l.
Oggi, invece, in molte zone d’Italia il gasolio ha superato i 2 euro al litro.

In altre parole: si prende un prezzo che resta molto alto, lo si confronta con il picco della crisi energetica, e lo si racconta come se fosse un grande successo.

Un po’ come la razione di cioccolato di Orwell prima ridotta a 20 grammi, poi raccontata come se 20 grammi fossero un aumento.

La differenza è che nel romanzo si chiamava propaganda. Oggi, più modestamente e astutamente, la chiamiamo comunicazione politica.

E qualcuno finisce perfino per ringraziare!

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