Guardiamo per un momento, solo per un momento, alla storia, giriamo per un istante il nostro sguardo a osservare le pagine più buie del lungo cammino dell’umanità e – proviamoci almeno – cerchiamo di immaginare le comunità di uomini, i borghi e le città nell’alto medioevo, quando iniziò a diffondersi la Santa Inquisizione e quando l’occidente, dalla Spagna alla Francia, dalla Gran Bretagna all’Italia venne messo a ferro e fuoco nel nome di Dio e nel nome dell’osservanza all’etica cattolica: i dissidenti furono marchiati come eretici e spesso messi a morte o costretti a indossare la tunica con la croce dell’eresia cucita addosso.
Oggi – e per fortuna – quella pagina buia ce la siamo lasciati alle spalle, se ne parla in qualche racconto o in qualche film, ma è passata. Eppure, da più parti, si affaccia in occidente – in particolare in Italia – una nuova inquisizione, meno cruenta nei processi (forse), meno risoluta nelle condanne e, di certo, non legittimata da alcun editto. Una inquisizione che fa dell’etica il proprio vessillo e che processa ed espone al pubblico ludibrio, alla lapidazione sociale i propri inquisiti.

Questa mattina mi sono sorbito i quasi nove minuti di delirio inquisitorio del Ministro Di Maio rivolto ai “furbetti” del bonus che, ovviamente, si è concluso con l’invito a assecondare la sua farneticante riforma sul taglio dei parlamentari. Orbene, visto che al Ministro Di Maio piacciono i numeri, gliene vorrei proporre qualcuno e, visto che ci siamo, gli propongo (gratis) un ripasso di storia.
Nel 1948, ovvero quando furono stabilite le quote rappresentative del popolo per la Camera e per il Senato, gli italiani erano 40 milioni; oggi abbiamo superato i 60 milioni e, mediamente, un singolo deputato rappresenta 93.000 cittadini e un singolo senatore ne rappresenta 190.000. Con la riforma che egli sostiene (e che sostengono tutti i populisti di tutti i colori) la rappresentanza passerebbe a 150.000 cittadini per ogni deputato e a 300.000 cittadini per ogni senatore. Già questi numeri potrebbero essere sufficienti a farci dire un No convinto a questa riforma farlocca. Ma andiamo avanti. Sulla base di tali proporzioni regioni come il Molise (300.000 residenti), la Val d’Aosta (128.000 residenti) o la Basilicata (550.000 residenti) si vedrebbero tagliare in modo impressionante la propria rappresentanza. Peggio se guardiamo alle piccole province a basso numero di residenti.

Tuttavia, nonostante queste evidenze, il Ministro Di Maio, nella sua enciclica inquisitoria, si premura di avvertire tutti noi che la pulizia del Parlamento da corrotti, ladri e furbetti approfittatori del bonus non può non passare per l’approvazione popolare del taglio dei parlamentari! E verrebbe da chiedere al Ministro cosa gli infonde tale certezza! Come farebbe a filtrare all’origine chi è degno. Boh! Delirio. In soccorso della Nuova Inquisizione giunge poi il pentastellato Tridico che si è preoccupato di dare in pasto all’opinione pubblica la notizia di ben 2000 politici (genericamente intesi) che hanno avanzato la medesima richiesta.

Personalmente non mi importa nulla dei nomi di questi politici (ammesso che sia vera la notizia) perché ritengo molto più importante evidenziare gli aspetti inquisitori utilizzati da Di Maio: “se non accetti la riduzione sei un eretico, un peccatore e come tale dovrai subire la pena che la Santa Piattaforma Rousseau ti infliggerà”.

Qualcuno potrebbe obiettare un azzardo nell’accostare il M5s alla Santa Inquisizione o Luigi Di Maio a Bernardo Gui (non foss’altro per l’enorme mole letteraria prodotta dall’inquisitore medievale); però, a ben pensarci, potrebbe non essere remota nelle idee casaleggiane l’istituzione di un Ministero dell’Etica nel quale non contano le norme, ma hanno valore le opinioni.

Insomma una Inquisizione digitale.
Dio (e il popolo) ce ne scansi!

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