Il Movimento 5 stelle ha innumerevoli colpe, ne ha così tante che è difficilissimo elencarle tutte in uno spazio breve quanto possa essere quello di un articolo. Ce n’è una, però, che sovrasta tutte e altre e che è, con ogni probabilità, la madre di tutte le colpe: l’idea di Stato che hanno.
Me lo sono più volte chiesto quale sia l’idea dello Stato ideale per il Movimento 5 stelle, per i vari Di Maio, per i Toninelli, per i Bonafede, per le Lezzi: la risposta è sempre, incontrovertibilmente, la stessa: il “non-Stato”.
Fateci caso: sono contro le “poltrone”, ma le riempiono di loro fedelissimi, amici e parenti (vedi, a titolo paradigmatico, il caso Cancellieri in Sicilia); sono contro il “lavoro”, altrimenti non troverebbe altra giustificazione il “reddito di cittadinanza” indiscriminatamente elargito anche a chi vive ben oltre la soglia di povertà e che – addirittura – Beppe Grillo vorrebbe trasformare in diritto di nascita; sono contro le Istituzioni, che, però, infiltrano e avvelenano. Il tutto, quindi, si risolve, nell’essere anti-Stato.
Il problema è che, grazie alle campagne martellanti fatte tanto sui social quanto nei media “main-stream”, il sentimento dell’anti-Stato ha pervaso l’animo e la mente dei nostri concittadini. A poco vale ripararsi dietro la giustificazione dell’ondata di populismo che è dilagato in tutto l’occidente: noi ne siamo rimasti infettati e corrotti molto più di altri.
Io immagino che non dev’essere sembrato vero a Di Maio che uno come Salvini, allorché hanno stipulato il “contratto di governo” per far nascere il Conte 1, gli proponesse una soluzione così tanto seducente per dare un’altra spallata alle istituzioni; ne dev’essere rimasto sedotto a tal punto da farne una propria bandiera, per condire con l’odio la minestra dell’anti-Stato da servire agli italiani.
E l’operazione potrebbe anche riuscire: non posso fare a meno di percepire nelle discussioni sui social o di persona la bava alla bocca di coloro che si ostinano a non vedere, a non volere sentire ragioni che non siano quelle dell’anti-Stato. Ha ragione Renzi: la riduzione del numero dei parlamentari è solo inutile, non eversiva; tuttavia è eversivo il sentimento che alimenta l’odio per le istituzioni tanto da volere tagliare a caso 345 teste. Se non altro Robespierre le ha tagliate una per volta!
L’anti-Stato non è la soluzione ai mali che hanno afflitto e che affliggono l’Occidente e l’Italia; anzi, sarebbe necessario il sentimento opposto, l’amore per lo Stato, per la Politica, per le Istituzioni.
Bocciare questo atto d’odio il 20 e 21 settembre dovrebbe essere la giusta risposta di Amore per lo Stato e la Politica.