Democrazia è difendere il principio per cui chiunque deve poter ambire a ricoprire tutte le cariche dello stato. Ogni cittadino è uguale agli altri e ha uguali diritti.

Questo non significa che non importi chi finisca poi a ricoprire quei ruoli istituzionali. Aver incarnato la populizzazione del concetto democratico, aver detto alla gente che chiunque possa entrare nella stanza dei bottoni dove non si fa nulla, aver causato danni per imperizia a persone che erano già in gravi difficoltà e che avevano (e hanno ancora) bisogno di tutele e non di illusioni è l’unica colpa del movimento 5 stelle.

Ma è una colpa talmente pregnante, grave, pericolosa, distruttiva e ineliminabile che lo condannerà a morte (pure a breve se davvero Grillo, incredibilmente il “padre ideologico e mentore”, guiderà la transizione verso l’adesione al governo Draghi, persona contro cui tutto hanno detto sia per lui che per ciò che rappresentava quando lo rappresentava).

Vergogna infinita, emblema di incoerenza e menzogna politica, male assoluto per le istituzioni democratiche.

C’è da essere tristi se ci si allontana da una prospettiva democratica alla Obama, per intenderci. Se il nostro paese continuerà a non avere una valida sinistra (dato che continuare così – come negli ultimi 30 anni – significa solo continuare le guerre intestine per assegnare il premio di “più autentico comunista dell’anno”), se continueremo a vivere senza il più autentico e fondamentale motore di sviluppo e coesione sociale, la nostra società è semplicemente spacciata.

Le persone vanno motivate e supportate rendendole edotte e consapevoli dei meccanismi politici, portandole dentro la politica, non demonizzandola e demolendola “perchè tanto chi se ne frega”.

Per questo, per esempio, le assemblee di cittadini possono essere un’utile strada. Se la società è oramai arida, se interessarsi alla politica è diventato sinonimo di voler curare clientele, se ciò che il progressismo italiano sa esprimere è solo disfattismo “vaffa day” e incuria per l’incompetenza al potere, è la fine!

Chi tutelerà il merito, la pazienza, i valori della storia, della cultura, della diversità, dell’uguaglianza, delle ideologie come inquadrature per essere concreti e non come scappatoie propagandistiche di paroloni inefficaci? Se non le forze del campo progressista, chi dovrebbe tutelarci dalla concentrazione inevitabile di interessi e potere spinta da clientele e compravendite?

Senza un rinnovamento vero, coraggioso e rifondante, della sinistra italiana il declivio è inevitabile.

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