Prima di sviluppare il ragionamento che vorrei fare per provare a interpretare gli ultimi dati su Coronavirus (SARS-CoV2), CoViD-19 (malattia determinata da SARS-CoV2) e terrorismo mediatico, mi preme chiarire il significato di alcuni termini molto spesso utilizzati impropriamente dai mezzi di informazione e, di conseguenza, dall’opinione pubblica.

Virus: microorganismo di dimensioni submicroscopiche (i virus possono essere “visti” solo al microscopio elettronico) provvisti di codice genetico (DNA o RNA) incapaci di provvedere autonomamente alle proprie necessità energetiche e che, pertanto, si replicano a spese delle risorse di una cellula che li ospita. Sono, per tale ragione, definiti parassiti endocellulari obbligati.
Infezione: presenza in un organismo vivente di un agente infettivo (virus, batteri, miceti, elminti) a prescindere dallo stato di manifestazione che tale presenza può causare nell’organismo ospite.
Malattia infettiva: insieme di manifestazioni cliniche determinate dalla presenza (e quindi dall’infezione) di un agente infettivo in un organismo ospite; la malattia infettiva è generalmente determinata dal danno d’organo che l’agente infettivo può causare, ma può anche derivare dalla risposta immunitaria che l’organismo ospite elabora contro l’agente infettivo. Esempio paradigmatico di quest’ultimo aspetto è la malattia reumatica derivante, appunto, dalla risposta immunitaria contro lo streptococco.
Virulenza: esprime l’attitudine, la capacità di un agente infettivo di provocare malattia. La virulenza di un agente infettivo può variare (aumentare o diminuire) in funzione di fattori propri del microrganismo e/o per fattori dell’ospite.
Carica virale: quantità di virus presente per unità di misura (in genere per microlitro)
Virologo: medico (o biologo) specializzato nello studio dei virus. Generalmente non si occupa degli eventi patologici determinati dai virus.
Infettivologo: medico specialista in malattie infettive che affronta gli aspetti clinici della patologia determinata dagli agenti infettivi
Mortalità (o tasso di mortalità) numero di decessi causati da una malattia confrontato con il numero di soggetti di un’area geografica in un dato periodo di tempo. Si comprende come la stessa malattia possa avere mortalità differente in aree geografiche diverse e in tempi diversi.
Letalità (o tasso di letalità): rappresenta il numero di decessi causati da una malattia confrontato con il numero complessivo degli individui ammalati di quella malattia, generalmente riferito a un arco temporale.

Ho voluto descrivere in modo semplice e comprensibile questi concetti perché essi stanno alla base della adeguata interpretazione delle notizie che, giorno dopo giorno, sono diffuse dai media e che, se male utilizzate o malamente esposte, possono determinare alterazione della percezione della reale portata di una malattia infettiva. La domanda che, alla luce di queste definizioni tutti noi dovremmo porci è “le notizie che i media ci stanno dando sono conformi ai riferimenti scientifici?” e, ancora, “le scelte politiche derivanti da tali notizie tengono conto del reale significato delle notizie diffuse?”

Nella prossima parte della esposizione cercheremo di affrontare questi aspetti sia per ciò che è di stretta attinenza scientifica, sia sotto il profilo della comunicazione, sia per ciò che riguarda le scelte politiche, presenti e future, che condizionano i nostri comportamenti.


1 – continua

7 pensiero su “Coronavirus e informazione: cronaca o terrorismo mediatico?”
  1. Buongiorno Fabrizio, interessante introduzione, resto in attesa degli sviluppi che, conoscendoti, sono certo saranno un’interessante occasione di raffinato approfondimento.

  2. Ciao Fabrizio, utile e chiara esposizione per tutti. Conoscere, ora più che mai, diventa essenziale visto che si parla di nuova ondata epidemiologica. A presto

  3. Caro o ex Caro Fabrizio interessante, ma quanti sono quelli che l’ha hanno capito?????? mi sembrano “Pulvi ai Venti”
    Attento con curiosita la seconda parte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.